Casinò online con algoritmo unbiased nel 2026: dove finisce davvero il bankroll
Dati aggiornati al 28 Settembre 2026 e verificati contro l’elenco dei concessionari del gioco a distanza di ADM (ex AAMS). Una precisazione onesta prima di cominciare: «algoritmo unbiased» non è una tecnologia certificata da ADM né un marchio registrato che compaia nell’elenco dei concessionari del gioco a distanza. È una formula di marketing che i operatori usano per dire che il generatore di numeri casuali non è manomesso — una pretesa che, in Italia, dovrebbe essere già implicita in qualunque concessione ADM, perché il Decreto Legislativo 41/2024 impone test e audit periodici del RNG su piattaforme certificate.

Il punto, allora, non è trovare un algoritmo miracoloso. È capire quanto costa davvero sedersi a un casinò online italiano: il deposito che il giocatore è obbligato a impostarsi, il requisito di puntata che il bonus nasconde, l’imposta che il concessionario paga al posto del giocatore — e il prezzo nascosto di finire su un sito senza concessione, dove tutto questo non esiste.
Indice dei contenuti
- Fondamenti: cosa significa davvero «unbiased» su un casinò online
- Giurisdizione: la concessione ADM come unica porta d’ingresso legale
- Prevenzione e accompagnamento: gli strumenti che il giocatore italiano dà per scontati
- Come funziona un casinò online: la procedura, dal conto aperto al prelievo
- La classifica: dieci operatori ADM su cosa si distinguono davvero
- Cosa non torna, in chiusura
- Domande frequenti
Fondamenti: cosa significa davvero «unbiased» su un casinò online
L’algoritmo alla base di qualunque slot o gioco da tavolo remoto è un generatore di numeri casuali (RNG, Random Number Generator): un software che produce una sequenza di numeri senza schema ripetibile, dalla quale dipendono simboli, carte e risultati della roulette. Un algoritmo «unbiased», in senso stretto, è un RNG che restituisce ciascun esito con la probabilità dichiarata dal produttore del gioco — né più né meno.
Due cose vanno chiarite subito.
La prima è che nessun operatore può modificare il singolo esito di un gioco certificato. La generazione della sequenza non sta sul server del casinò, ma sul software del provider (NetEnt, Playtech, Pragmatic Play, Microgaming e gli altri), e il provider la consegna al concessionario già confezionata. Per alterarla servirebbe un intervento sul provider, e su una piattaforma ADM i test di conformità dell’RNG sono periodici e documentati. Su un sito non AAMS non esiste alcuna di queste garanzie: il giocatore si fida della parola dell’operatore, e la parola di un operatore che opera oltre i confini della concessione italiana vale esattamente quello che costa fargliela valere.
La seconda è che l’RNG non decide il ritorno al giocatore. Decide solo che ogni spin sia statisticamente indipendente dal precedente. Il margine del banco — quello che fa sì che il casinò vinca nel lungo periodo — è iscritto nella tabella dei pagamenti di ciascun titolo: la percentuale di ritorno al giocatore (RTP, Return to Player) è fissa e certificata prima che il gioco venga distribuito. Una slot con RTP al 96 % restituisce in media 96 € ogni 100 € giocati su un orizzonte di milioni di spin — ma quel 4 % di differenza è il prezzo fisso che il giocatore paga per ogni sessione.
Cosa cambia tra RTP e volatilità
L’RTP dice quanto il gioco rende in media. La volatilità dice come lo rende: un gioco ad alta volatilità distribuisce vincite rare e più alte; uno a bassa volatilità distribuisce vincite frequenti e più piccole. Su un orizzonte di poche centinaia di spin — la durata reale di una sessione — la volatilità conta più dell’RTP, perché l’RTP è una media statistica che si stabilizza solo su milioni di giocate. Una slot al 96 % ad alta volatilità può chiudere una serata in rosso profondo e un’altra in attivo; una slot al 96 % a bassa volatilità chiude quasi sempre vicino allo zero. Nessuna delle due è «unbiased» in senso diverso dall’altra: il margine del banco è lo stesso, ed è sempre a sfavore del giocatore.
Giurisdizione: la concessione ADM come unica porta d’ingresso legale
L’Italia non regolamenta il gioco a distanza per categoria di algoritmo, ma per concessione. Solo chi ottiene una concessione dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli può offrire giochi su un dominio .it a un giocatore residente in Italia. La concessione è rilasciata per singolo sito, non per società: uno stesso operatore può detenerne più di una.

I numeri, al 30 agosto 2026, sono questi: l’elenco dei concessionari del gioco a distanza di ADM contava 46 concessionari e 52 concessioni, con codici a partire da 16000. Il Decreto Legislativo 41/2024 ha riordinato il settore e le concessioni hanno durata novennale. Ogni sito legale pubblica il proprio numero di concessione, di norma in fondo alla home page, e l’incrocio con l’elenco ADM è la verifica da fare prima di qualsiasi altra cosa.
Due casinò terrestri italiani hanno una concessione online propria: il Casinò di Venezia (casinoveneziaonline.it) e il Casinò di Sanremo (online.casinosanremo.it). Per tutti gli altri marchi, la concessione è intestata a una società di gioco che può essere una S.r.l., una S.p.a. o una limited maltese o irlandese — il che non dice nulla di buono o di cattivo, dice solo che l’Italia ammette operatori europei a patto che si facciano rilasciare una concessione nazionale.
Cosa succede su un sito senza concessione
ADM mantiene una black list di domini privi di concessione, e un aggiornamento recente ha disposto l’oscuramento di altri 146 siti di gioco online illegale, portando le inibizioni complessive oltre quota 12.000. Il blocco viene eseguito a livello DNS dai provider italiani su ordine dell’autorità: in teoria il sito non è raggiungibile dall’Italia; in pratica l’uso di VPN o DNS alternativi lo rende accessibile, e questo è esattamente il varco che i siti non AAMS offrono al giocatore italiano.
La Legge 401/1989 copre il gioco illegale sotto il profilo penale, ma non stabilisce una pena specifica per il giocatore che partecipa. Questo non significa che giocare su un sito non AAMS sia una scelta neutrale. Significa che il giocatore rinuncia a tre cose concrete, tutte descritte più avanti: la rete di protezione del RUA, i limiti obbligatori di deposito che il concessionario deve offrire, e la giurisdizione italiana in caso di controversia. Vincite non pagate, account chiusi senza motivo, identità usata per scopi diversi dal gioco: su un sito offshore il giocatore scopre l’esistenza di questi problemi solo quando ne ha uno.
Prevenzione e accompagnamento: gli strumenti che il giocatore italiano dà per scontati
L’ordinamento italiano ha costruito attorno al giocatore un sistema di protezione che, su un sito non AAMS, semplicemente non esiste.

Il Registro Unico delle Autoesclusioni (RUA)
Attivo dal 2018, il RUA è il registro nazionale che raccoglie le richieste di autoesclusione dal gioco. Una volta iscritto, il giocatore non può giocare, depositare, ricevere bonus né aprire nuovi conti presso alcun concessionario del gioco a distanza, e l’efficacia si estende anche alle sale fisiche. Dal 1° febbraio 2026 la disciplina è stata estesa: è possibile autoescludersi da un singolo concessionario o da una singola famiglia di gioco, non più solo dall’intero mercato regolato.
L’efficacia reale dipende da un presupposto: che il sito consulti il registro prima di accettare una giocata. Tutti i concessionari ADM lo fanno per obbligo di legge. Un sito non AAMS non è collegato al RUA — è il primo, grande vantaggio che il giocatore italiano perde quando sceglie un operatore offshore.
Limiti di deposito, spesa e tempo: il giocatore li sceglie, ma è obbligato a farlo
L’Italia non fissa un tetto massimo di deposito nazionale: lascia al giocatore la scelta del proprio limite, ma impone al concessionario di richiederlo all’apertura del conto. Senza un limite settimanale o mensile impostato, il conto non è attivo.
La logica del sistema è chiara: il giocatore decide da sé quanto può permettersi di perdere, e il concessionario è tenuto a onorare quel tetto anche se il giocatore preme «aumenta limite» ogni sera. I limiti coprono tre dimensioni — deposito, spesa e tempo di sessione — e non sono decorativi: ridurli è immediato, aumentarli richiede di norma un’attesa di alcuni giorni. Su un sito non AAMS anche questo impalcato crolla: il giocatore deposita quanto vuole, quando vuole, e il «limite responsabile» è una bandierina di marketing che il sito può ignorare alla prima occasione.
Pubblicità e bonus: il Decreto Dignità
Il Decreto Legge 87/2018 (Decreto Dignità), all’articolo 9, ha vietato in Italia qualsiasi forma di pubblicità e sponsorizzazione del gioco, comprese le promozioni di beni e servizi legate al marchio di un operatore. La vigilanza è affidata ad AGCOM, che può irrogare sanzioni pari al 20 % del valore della pubblicità, con un minimo di 50.000 € per infrazione. Una revisione del divieto è in discussione, ma a oggi non ha prodotto alcun cambio di rotta.
Ne deriva un paradosso che qualunque lettore italiano ha notato: i casinò ADM non possono fare marketing aggressivo in Italia. I siti non AAMS, non essendo soggetti alla giurisdizione italiana, possono. Una promo insistente, un banner che compare fuori da qualunque sito di gioco, un bonus esagerato sono di per sé segnali che l’offerta arriva da un operatore non concessionario. Il Decreto Dignità ha avuto un effetto collaterale non dichiarato: ha spinto parte della pressione promozionale verso operatori fuori dal perimetro regolato, e lì il giocatore non ha nessuna delle tutele elencate sopra.
Tassazione: il giocatore italiano non paga nulla in più
Le vincite su un operatore ADM non sono tassate in capo al giocatore. L’imposta grava sull’operatore sotto forma di imposta unica sul margine lordo di gioco, e questo è il motivo per cui le vincite vengono accreditate al netto di ogni ritenuta. Su un sito non AAMS, la questione cambia: la normativa italiana non impone automaticamente una ritenuta, ma il giocatore è tenuto a dichiarare le vincite nel quadro RW della dichiarazione dei redditi e l’Agenzia delle Entrate può richiedere la tassazione ordinaria in capo al percettore. È una di quelle seccature che si scoprono solo al momento della dichiarazione, e che rendono il «risparmio» di un sito offshore largamente illusorio.
Come funziona un casinò online: la procedura, dal conto aperto al prelievo
Aperto il conto e impostato il limite di deposito, il giocatore italiano si muove in una sequenza che è più vincolata di quanto sembri.
Apertura del conto. L’identificazione è obbligatoria e richiede un documento d’identità valido; dal 2024 SPID e CIE sono i metodi preferenziali. Il concessionario incrocia i dati con il RUA prima di attivare il conto.
Deposito. Una volta scelto il metodo (carta, bonifico, portafoglio elettronico), il giocatore non può superare il limite settimanale o mensile che ha dichiarato. Nessun bonus «automatico» è previsto: il Decreto Dignità ha eliminato di fatto la possibilità di accreditare promozioni senza consenso esplicito del giocatore.
Gioco. Il giocatore sceglie un titolo (slot, roulette, blackjack, live) e il software del provider genera gli esiti. Ogni spin è indipendente dal precedente. Il margine del banco è fissato dal provider e non può essere modificato dal concessionario.
Prelievo. Il prelievo torna sullo stesso metodo usato per il deposito, entro i tempi previsti dal concessionario. Il giocatore può decidere di autoescludersi dal RUA in qualunque momento, e da febbraio 2026 anche limitatamente a un singolo operatore.
Metodologia del calcolo del costo reale di un bonus
Su un casinò ADM il bonus è un’eccezione, non la norma, e proprio per questo va letto con attenzione. Tre grandezze vanno tenute separate:
- Importo del bonus: quanto il concessionario aggiunge al conto del giocatore.
- Requisito di puntata (wagering): quante volte l’importo del bonus deve essere giocato prima di poter prelevare. Un bonus di 100 € con requisito 35x richiede 3.500 € di giocate.
- Tempo per completare il requisito: di norma 7-30 giorni.
Esempio su numeri reali. Bonus 100 €, requisito 35x, puntata media 0,50 € per spin. Turnover richiesto: 100 × 35 = 3.500 €. Numero di spin necessari: 3.500 ÷ 0,50 = 7.000 spin. A 5 secondi per spin, parliamo di 35.000 secondi, cioè circa 9,7 ore di gioco effettivo. Una serata tipo copre forse due ore: lo stesso bonus richiederebbe cinque serate consecutive nelle stesse condizioni di puntata.
Il costo statistico di quelle 7.000 spin, su una slot con RTP al 96 %, è di 3.500 × (1 − 0,96) = 140 € attesi di perdita. È la cifra che, nella media, il giocatore cede al banco mentre cerca di liberare il bonus — e che va sottratta dal valore nominale del bonus stesso. Il bonus «da 100 €» ha un valore reale, a queste condizioni, negativo di 40 € rispetto a un gioco senza bonus: il giocatore paga 140 € di perdita attesa per ottenere un accredito di 100 €, e il saldo è una perdita netta di 40 €.
Questo è il cuore del discorso «costo reale»: il bonus non è un regalo, è uno scambio in cui il giocatore paga un prezzo noto per ottenere un accredito noto, e quasi sempre paga più di quanto riceve. Il valore reale del bonus è la differenza tra l’accredito e la perdita attesa durante il wagering. Se la differenza è positiva, il bonus è un affare; se è negativa — come accade nella maggior parte dei casi — il bonus è un costo mascherato da omaggio.
Banda di turnover attesa per categoria di deposito
Impostato un limite di deposito alla registrazione, il giocatore può chiedersi quanto a lungo quel deposito lo «regge». La risposta dipende dalla slot scelta e dalla puntata media. Su una slot con RTP al 96 % e puntata da 0,50 €, un deposito di 50 € corrisponde a una perdita attesa di 2 € ogni 100 spin, dunque a 2.500 spin perché il bankroll si azzeri nella media. A 5 secondi per spin, sono 12.500 secondi, circa 3,5 ore di gioco effettivo. Un deposito di 200 € porta la stessa stima a 14.000 secondi, circa 3,9 ore con la stessa RTP e puntata. Sono stime di lungo periodo: sessioni reali si chiuderanno prima o dopo a seconda della volatilità della slot, e una slot ad alta volatilità può azzerare il deposito in venti minuti o raddoppiarlo.
La banda è dunque questa: per un giocatore che punta 0,50 € a spin, un deposito settimanale tra 50 € e 200 € copre realisticamente tra le tre e le cinque ore di gioco su una slot a media volatilità — e una cifra più alta del bankroll mensile non prolunga la sessione in modo lineare, perché il giocatore alza la puntata o salta a giochi con margine del banco più alto.
Riepilogo limiti e protezione
| Dimensione limite | Descrizione |
|---|---|
| Deposito | Scelto all’apertura del conto |
| Spesa | Impostato su base settimanale/mensile |
| Tempo | Monitoraggio sessione attiva |
La classifica: dieci operatori ADM su cosa si distinguono davvero
I dieci operatori che seguono sono tutti concessionari del gioco a distanza ADM e operano su dominio .it. La classifica non è un voto di qualità: è un’istantanea delle opzioni che un giocatore italiano ha davanti, con il numero di concessione e l’intestatario come unica chiave di lettura comune. Alcuni sono brand sportivi con una sezione casinò, altri sono casinò puri, altri ancora sono piattaforme storiche con un’offerta generalista.
Panoramica degli operatori
| Operatore | Sito | Codice concessione | Intestatario | Supporto algoritmo |
|---|---|---|---|---|
| Dazinbet | Daznbet.it | 16041 | Scommettendo S.r.l. | non documentato |
| Totosì | Totosi.it | 16011 | Totosì S.r.l. | non documentato |
| Eplay24 | Eplay24.it | 16004 | E-play 24 Ita Limited | non documentato |
| Vincitù | Vincitu.it | 16031 | Vincitù S.r.l. | non documentato |
| Starcasino | Starcasino.it | 16026 | Azzurri Limited | non documentato |
| Betwin360 | Betwin360.it | 16006 | E-play 24 Ita Limited | non documentato |
| Netwin | Netwin.it | 16035 | Netwin Italia S.p.a. | non documentato |
| Betflag | Betflag.it | 16008 | Betflag S.p.a. | non documentato |
| Fastbet | Fastbet.it | 16016 | Replatz S.r.l. | non documentato |
| Gioca7 | Gioca7.it | 16051 | Pintertotobet Srl | non documentato |
Nessuno dei dieci pubblica, nelle pagine istituzionali, una dichiarazione di «algoritmo unbiased» verificabile da terzi. È un dato coerente con la struttura del mercato: la certificazione dell’RNG è un requisito della concessione ADM, non un attributo che il singolo operatore possa rivendicare come differenziale.
Dazinbet — il bookmaker con sezione casinò
Concessione ADM n. 16041, intestata a Scommettendo S.r.l. Dazinbet nasce come bookmaker e ha aggiunto una sezione casinò più recente; l’offerta di slot è di conseguenza meno profonda rispetto ai concorrenti generalisti, e il peso della piattaforma è ancora sulle scommesse. Per chi cerca un casinò come attività secondaria a un interesse primario per lo sport, la struttura è coerente; per chi vuole solo slot, è un compromesso al ribasso.
Totosì — il classico ippico-sportivo allargato al casinò
Concessione ADM n. 16011, intestata a Totosì S.r.l. La casa madre ha una storia legata al gioco ippico e alle scommesse, e il casinò è un’estensione. Il catalogo slot è discreto, l’interfaccia riflette l’impostazione sportiva: è un operatore pensato per un giocatore che già conosce il marchio dalla schedina e ci passa per provare qualche slot, non per chi cerca una piattaforma casinò-first.
Eplay24 — il generalista multi-prodotto
Concessione ADM n. 16004, intestata a E-play 24 Ita Limited. È uno dei concessionari con un portafoglio prodotti ampio: scommesse, casinò, poker, giochi a estrazione. L’offerta slot copre i principali provider internazionali e l’interfaccia è impostata sul gioco rapido, con un buon numero di titoli live. È una piattaforma adatta a chi vuole provare tutto senza dover aprire conti diversi.
Vincitù — il casinò di matrice meridionale
Concessione ADM n. 16031, intestata a Vincitù S.r.l. Brand storico del gioco italiano con una rete fisica radicata al Sud; il casinò online è l’estensione di un’operazione che parte dal territorio. Il catalogo è meno ampio di altri, ma la struttura è semplice e l’esperienza di gioco è lineare: è una buona scelta per chi vuole un operatore che non complica la vita con funzioni che non userà.
Starcasino — il casinò puro
Concessione ADM n. 16026, intestata a Azzurri Limited. È l’unico, tra i dieci, a presentarsi come casinò senza aggettivi: niente sport, niente poker, solo slot, live e giochi da tavolo. Il catalogo è il più curato della lista, con un numero elevato di provider e slot nuove pubblicate regolarmente. Per chi vuole un casinò come tale, è la proposta più focalizzata.
Betwin360 — il complemento di Eplay24
Concessione ADM n. 16006, intestata a E-play 24 Ita Limited, lo stesso operatore di Eplay24. È il marchio secondario del gruppo: condivide la stessa infrastruttura ma con un’interfaccia diversa, dedicata a un’utenza più orientata alle scommesse e a un catalogo casinò più contenuto. È un’alternativa a Eplay24 per chi cerca la stessa concessione sotto un marchio differente.
Netwin — la piattaforma di lungo corso
Concessione ADM n. 16035, intestata a Netwin Italia S.p.a. Operatore storico, presente in Italia da prima della riorganizzazione del 2024; la piattaforma è solida, il catalogo è ampio, e l’interfaccia non ha la freschezza grafica dei concorrenti più giovani ma è funzionale. È una scelta per chi cerca un operatore che non rincorre le mode e che fa della continuità il proprio punto di forza.
Betflag — il generalista italiano
Concessione ADM n. 16008, intestata a Betflag S.p.a. È uno dei concessionari con la copertura di mercato più ampia: scommesse, casinò, poker, ippica, virtuali. L’offerta slot è completa e l’infrastruttura tecnica è una delle più sviluppate tra i concessionari nazionali. È un operatore adatto a chi cerca una piattaforma unica per tutto.
Fastbet — il bookmaker con casinò integrato
Concessione ADM n. 16016, intestata a Replatz S.r.l. Anche qui la casa madre è un bookmaker, e il casinò è un’integrazione pensata per non disperdere il giocatore che si è iscritto per le scommesse. L’offerta slot è standard, l’interfaccia privilegia la rapidità di puntata: è un casinò da bookmaker, non da casinò puro.
Gioca7 — il concessionario di ultima generazione
Concessione ADM n. 16051, intestata a Pintertotobet Srl. Il codice 16051, alto nella serie, suggerisce una concessione rilasciata più di recente; il marchio è meno noto al grande pubblico e l’interfaccia è più essenziale. È un operatore da provare per chi cerca un’alternativa meno battuta, con un catalogo comunque completo.
Cosa non torna, in chiusura
Il quadro che emerge dai dieci concessionari è chiaro: nessuno di loro rivendica un «algoritmo unbiased» come tratto distintivo, e tutti operano sotto la stessa serie di obblighi ADM. La differenza tra loro è di catalogo, interfaccia e specializzazione — non di trasparenza algoritmica. Se una piattaforma vende l’«unbiased» come argomento di vendita, e non ha una concessione, è il segnale più chiaro possibile che sta giocando su un terreno non regolato.
Il costo reale di un casinò ADM è fatto di tre cifre che si sommano: il margine del banco (fisso, certificato, non aggirabile), il requisito di puntata di un eventuale bonus (variabile, da leggere), e il limite di deposito che il giocatore si è imposto all’apertura del conto (variabile, ma obbligatorio). Su un sito non AAMS manca il terzo, manca il secondo, e il primo è opaco. Il giocatore italiano che sceglie un operatore non concessionario sta barattando tre tutele contro la promessa di un bonus più alto — e, come si è visto, il bonus più alto di solito si paga due volte.
Domande frequenti
Come verifico se un casinò ha una concessione ADM valida?
L’elenco ufficiale è pubblicato sul sito dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e contiene tutti i concessionari attivi con il relativo codice. Ogni sito legale pubblica il numero di concessione in home page, di norma nel footer, ed è quello da incrociare con l’elenco. Se il numero non c’è, il sito non è legittimato a operare in Italia.
Quali limiti di deposito devo impostare su un casinò online italiano?
La legge non fissa un tetto massimo nazionale: il giocatore sceglie il proprio limite settimanale o mensile all’apertura del conto, e il concessionario non può attivare il conto senza quel limite. La scelta può essere rivista in qualunque momento, ma le riduzioni sono immediate mentre gli aumenti richiedono alcuni giorni. Il limite va impostato sulla base di quanto il giocatore è disposto a perdere, non di quanto spera di vincere.
Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?
Il Registro Unico delle Autoesclusioni è il database nazionale, attivo dal 2018, che raccoglie le richieste di autoesclusione dal gioco. Una volta iscritto, il giocatore non può più giocare, depositare o ricevere bonus su alcun concessionario ADM, e dal 1° febbraio 2026 l’esclusione può essere circoscritta a un singolo operatore o a una famiglia di gioco. L’iscrizione si fa online sul portale ADM e ha efficacia su tutti i canali regolati.
I casinò con concessione ADM possono pubblicizzare i bonus?
No, dal Decreto Dignità del 2018 qualunque forma di pubblicità e sponsorizzazione del gioco è vietata in Italia, e AGCOM può sanzionare le infrazioni con multe dal 20 % del valore della pubblicità, minimo 50.000 €. Una promozione insistente, banner che compaiono fuori dai circuiti di gioco, bonus esagerati sono tipici di operatori non concessionari, perché gli ADM non possono permettersi quelle strategie senza subire sanzioni.
Quali rischi si corrono su un casinò non AAMS?
Tre, in ordine di gravità. Il primo è l’assenza di protezione algoritmica certificata: il giocatore si fida della parola dell’operatore su RNG e RTP. Il secondo è l’assenza di collegamento al RUA: l’autoesclusione non funziona, perché il sito non consulta il registro. Il terzo è l’assenza di giurisdizione italiana: in caso di mancato pagamento o di chiusura ingiustificata del conto, il giocatore deve rivolgersi a un’autorità straniera, con costi e tempi che rendono spesso antieconomico qualsiasi ricorso.
Le vincite di un casinò online ADM sono tassate?
No, le vincite su un operatore ADM non sono tassate in capo al giocatore italiano: l’imposta grava sull’operatore sotto forma di imposta unica sul margine lordo di gioco. Su un sito non AAMS la questione è diversa: la normativa italiana non impone automaticamente una ritenuta alla fonte, ma il giocatore è comunque tenuto a indicare le vincite estere nella dichiarazione dei redditi, con obbligo di rivalsa da parte dell’Agenzia delle Entrate secondo le aliquote ordinarie.
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